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Farmacia Dr. Guerreschi Luigi

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I CONSIGLI DEL FARMACISTA


REAZIONI AVVERSE DA ALIMENTI

Nutraceutica & Benessere N°15

Pubblicato il: 21/04/2015

Le reazioni patologiche da ingestione di alimenti possono essere tossiche o non tossiche.
Le prime sono dose-dipendenti, non dipendono dal sistema immunologico o enzimatico del soggetto e possono essere di due tipi:
1. intossicazioni causate da ingestione di sostanze chimiche sintetiche aggiunte (additivi, prodotti per l’agricoltura, antibiotici, metalli)
2. intossicazioni causate da sostanze chimiche naturali presenti o che si producono nei cibi (alghe, batteri, micotossine, veleni naturali e tossine prodotte da batteri marini o alghe).
Le seconde si suddividono in allergie alimentari, che possono essere Ig E mediate (prevalenza assoluta) o non Ig E mediate (gastroenterite eosinofila, sindrome di Heiner, colite ed enteropatie indotte da  cibo), e intolleranze alimentari che possono essere di natura farmacologica (amine vasoattive come istamina, tiramina, feniletilamina; metixantine come caffeina e teofillinae teobromina; alcaloidi), enzimatiche (lattosio, favismo, fenilchetonuria, ecc.), indefinite non dose-dipendenti (causate da additivi come coloranti, conservanti, antiossidanti, correttori di acidità , emulsionanti, stabilizzanti). Secondo recenti studi le intolleranze possono essere associate anche a reazioni immunologiche non Ig E mediate (probabile coinvolgimento di Ig G ).
Si definisce allergia una reazione anomala e immunomediata ad un componente di un alimento o verso sostanze presenti nell’ambiente come polvere domestica, acari, muffe, profumi, metalli, tessuti, detersivi, pollini (che possono dare allergia crociata con certi alimenti a causa della somiglianza allergenica). La reazione è sempre violenta, immediata e ripetuta ad ogni assunzione o esposizione all’allergene.
L’intolleranza è la reazione dell’organismo ad un componente alimentare non immunomediata ma al contrario soggetta a deficit enzimatici o ad interazioni farmacologiche o ancora a meccanismi non del tutto chiari; la reazione è meno violenta, talora confusa e soggetta alla quantità ingerita e/o accumulata nel nostro organismo.
Attualmente il problema di allergie e intolleranze alimentari interessa il 3% della popolazione adulta e il 6% di quella infantile. Tali percentuali sono in continuo aumento per motivi come l’introduzione di alimenti esotici (es. kiwi, avocado, semi di carruba, ecc) in luoghi in cui non vengono prodotti naturalmente; il consumo in larga scala e in tempi rapidi di alimenti (arachidi in USA, pesce nei paesi scandinavi, crostacei e molluschi nei paesi mediterranei, pomodoro, kiwi, mela in Italia); il consumo sempre più diffuso di pesce crudo i  cui eventuali allergeni non vengono disattivati dalla cottura.
Altre cause sono l’eccessiva igiene e la ridotta numerosità dei nuclei famigliari, in quanto avviene una ridotta esposizione ad antigeni; l’utilizzo, a volte massiccio, di vaccini, disinfettanti ed antibiotici che sottraggono stimoli al sistema immunitario; l’uso diffuso di additivi alimentari che sono tutti potenziali allergeni; il sempre più diffuso utilizzo di cibi transgenici e di pesticidi e fertilizzanti nelle coltivazioni intensive.
La diagnosi di “reazione avversa agli alimenti” segue numerosi controlli: anamnesi, latenza tra ingestione dell’alimento sospetto e la comparsa di sintomi, durata, tipo e riproducibilità di sintomi. In seguito il medico o lo specialista possono consigliare test diagnostici (cutireazione, Prist cioè il dosaggio di Ig E totali, Rast cioè ricerca di Ig E specifiche ecc.). Di conseguenza si procede alla eliminazione dalla dieta degli alimenti sospetti e risultati positivi ai test e infine al cosiddetto Double-Blind cioè controllo con placebo.
Il morbo celiaco è una sindrome gastrointestinale dovuta alla ipersensibilità alla alfa-gliadina, una delle 4 frazioni di cui si compone il glutine. Perciò è da considerarsi un’intolleranza e non un’allergia anche se ultimi studi la classificano malattia autoimmune cioè un’allergia non IgE mediata.
L’allergia a latte e latticini è causata da una reazione eccessiva del sistema immunitario alle proteine del latte;  ne soffrono una percentuale di poco inferiore al 2 % di bambini e all’1% degli adulti. L’allergia alle proteine del latte non è da confondersi con l’intolleranza al lattosio: quest’ultima deriva da una bassa produzione da parte dell’intestino tenue dell’enzima lattasi necessario per digerire il lattosio, è più diffusa tra gli adolescenti e gli adulti. I bambini invece producono costantemente l’enzima per poter digerire il latte materno. Particolarmente diffuse sono le pseudoallergie ovvero le reazioni scatenate da alimenti contenenti istamina  (sarde, tonno, sgombri, salmone, crostacei, formaggi, salsicce, banane, peperoni, alcuni vini, birra, ecc.) o che ne favoriscono la liberazione (fragole, avocado, mela, pesca, ciliegie, cioccolato, pomodoro). Sono così definite in quanto pur essendo intolleranze farmacologiche scatenano reazioni violente e immediate  come fanno le allergie.


In collaborazione con il dott.Enrico Ovaleo-Pandolfo