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Farmacia Dr. Guerreschi Luigi

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I CONSIGLI DEL FARMACISTA


ANTIBIOTICOTERAPIA E ALIMENTAZIONE

Nutraceutica & Benessere N°17

Pubblicato il: 23/04/2015

L’utilizzo di antibiotici (naturalmente prescritti solo dal medico) può portare ad alterazioni della flora batterica intestinale con conseguente diarrea.
Per prevenire questo è consigliabile adottare alcuni accorgimenti alimentari:

• La dieta deve essere ricca in vitamine soprattutto quelle del gruppo B (lievito di birra, riso, pane integrale, soia, fegato, carne, pesce, uova , latte, piselli, vegetali verdi) e la vit C (centrifugati di frutta e verdura e frullati)
• Gli alimenti devono essere facilmente digeribili (per non affaticare l’organismo già debilitato) per cui si consiglia di cucinare le carni alla griglia, al forno, in umido e privilegiare pesce e carni magre cucinate con pochi grassi, pasta o riso con olio e parmigiano.
• Se è presente diarrea leggera, limitare cibi integrali, legumi e verdura ad eccezione di carote e zucchine; al posto della frutta è opportuno introdurre spremute di frutta filtrate oppure la banana.
• Bere molto e a piccoli sorsi acqua o tè verde ricco di tannini, che esercitano un’azione antinfiammatoria e antidiarroica.
• Introdurre nella dieta alimenti contenenti probiotici sia durante che dopo la terapia antibiotica in quanto riducono la diarrea (effetto collaterale degli antibiotici in quanto questi ultimi intervengono nei confronti dei batteri responsabili dell’infezione ma anche nei confronti dei microrganismi “BUONI”). Un recente studio ha dimostrato l’efficacia dei probiotici nel ridurre le forme diarroiche da rotavirus, causa più comune di gastroenterite virale tra i neonati e i bambini al di sotto dei 5 anni.
I probiotici migliori sono i simbiotici cioè quella componente di batteri che normalmente abitano il nostro apparato digerente; tra i migliori ci sono: lactobacilli (acidophilus, casei, rhamnosus, reuteri, plantarum, frementum, salivarius), bifidobatteri (infantis, brevis, bifidum), enterococchi (lactococcus lactis, enterococcus faecium).

Le interazioni tra antibiotici e cibo possono essere diverse: le tetracicline sono intrappolate dal calcio presente nel latte e nei latticini per cui non sono più disponibili ad essere assorbite (con una percentuale che arriva al 50 %); i chinoloni vengono intrappolati dalla presenza di ferro negli alimenti (spinaci, crescione, fegato ecc). In questi due casi è preferibile assumerli lontano dai pasti. Al contrario è meglio assumere certe categorie di antibiotici (nitrofurantoine, griseofulvina, ecc  a stomaco pieno in quanto l’assorbimento viene favorito dalla presenza di cibo nello stomaco. La fibra contenuta in molti cerali e vegetali può limitare, se assunta in grande quantità, l’assorbimento degli antibiotici a livello intestinale in quanto aumenta il transito intestinale.
Esistono antibiotici che vengono assorbiti di meno se assunti contemporaneamente al caffè; l’azione di un antibiotico viene sempre indebolita dal consumo di alcool.



In collaborazione con il dott.Enrico Ovaleo-Pandolfo