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Farmacia Dr. Guerreschi Luigi

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I CONSIGLI DEL FARMACISTA


CIBO E TIROIDE

Nutraceutica & Benessere N°19

Pubblicato il: 23/04/2015


CIBO E TIROIDE

Il fabbisogno giornaliero di iodio nella donna in età fertile è di 150 mcg, che sale a 200 mcg durante la gravidanza e l’allattamento; per un uomo adulto è di 130 mcg, per un adolescente 120, per un bambino 90 mcg. Dosi prolungate di iodio inferiori a 50 mcg/die determinano ipotiroidismo e gozzo mentre dosi prolungate di iodio superiori a 1000 mcg/die causano ipertiroidismo e gozzo nodulare tossico. L’ipotiroidismo è una condizione caratterizzata da un rallentamento generale del metabolismo per insufficiente azione degli ormoni tiroidei sui tessuti. La maggior parte delle sindromi di ipotiroidismo, oggi, sono dovute ad una malattia autoimmune denominata sindrome di Hashimoto, mentre pochi decenni fa era preponderante l’ipotiroidismo con gozzo (forma endemica) derivante da carenza di iodio nella dieta e nell’acqua. Qualche sintomo dell’ipotiroidismo: stanchezza continua, cute secca, voce rauca, aumento di peso e frequente presenza di gozzo (ingrossamento della ghiandola tiroidea  che talora può presentarsi anche nella sindrome opposta di ipertiroidismo). Per chi è già in terapia con farmaci sostitutivi dell’ormone tiroideo, prescritti dal medico o dallo specialista, le norme alimentari, così utili nella prevenzione dell’ipotiroisismo, non servono. Varie sono le cause di un introito deficitario di iodio, alcune soggettive altre oggettive. Tra le prime ci sono abitudini alimentari radicate (consumo di polenta, carne, brassicacee e poco pesce); tra le seconde in certi casi un impoverimento del terreno (uso di fertilizzanti), acqua ricca di sali di calcio e di magnesio e/o fluoruri, acqua povera di ioduri (<di 20 mcg/litro, infatti l’acqua dà il 20 % dell’introito globale di iodio). Alcune zone d’Italia storicamente interessate al fenomeno dell’ipotiroidismo sono: Valle D’Aosta, Piemonte, zone montane della Lombardia, Trentino Alto Adige, entroterra Campano. La causa del gozzo (ingrossamento della ghiandola della tiroide, che è spesso sinonimo di ipotiroidismo) può essere sia il deficit che l’eccesso di iodio alimentare. Il gozzo endemico derivante da deficit di iodio è stato dimostrato in Cina dove la carenza alimentare di iodio soprattutto in età infantile (età molto più sensibile alla carenza di questo elemento che è parte fondamentale degli ormoni tiroidei) ha causato larghe aree di gozzo endemico. Al contrario nell’isola di Hokkaido in Giappone, a causa dell’elevato tasso di iodio nella dieta (di solo pesce), i pescatori locali presentavano un ipotiroidismo causato dalla diminuita sintesi di ormone tiroideo. In altre zone del Giappone l’elevata assunzione di iodio (pesci ed alghe) è controbilanciata da una diffusa assunzione di soia. Circa 1/5 della popolazione mondiale è oggi a rischio di carenza alimentare di iodio, il che si traduce in disfunzione e leggero aumento di volume della tiroide che attualmente non portano alle gravi forme di ipotiroidismo (gozzo imponente e cretinismo). Il continuo impoverimento della concentrazione di iodio ambientale (terreni, frutta e verdura, latticini, ecc. ) ha spinto molti paesi, con varie modalità, ad inserire il sale iodato per la profilassi. Anche in Italia dal marzo del 2005 il sale iodato deve essere obbligatoriamente presente nei punti vendita insieme a quello comune. Le norme dietetiche utili per la prevenzione dell’ipotiroidismo e per contrastarlo quando è in forma latente o leggera (stadio sub clinico) sono: usare il sale iodato o sale grezzo marino (senza superare la dose di 5 gr/dì), uso moderato di alghe marine alimentari, pesce di mare, alimenti ricchi in selenio che media la trasformazione della forma attiva T3 partendo dalla meno attiva T4, (aringa, germe di grano gamberetti, aragosta, aceto di mele), alimenti ricchi in zinco (manzo, uova, trota, semi di girasole, mandorle), alimenti ricchi in potassio (kelp, prezzemolo, uvette), alimenti ricchi di vit b1 (lievito di birra, noci), alimenti ricchi in vit a (fegato, carote, albicocche, spinaci) alimenti ricchi in vit d (salmone, tonno, burro). Sono da privilegiare alimenti ricchi in acido fitico e ossalico che sono due sostanze che si legano al calcio, antagonista dello iodio  che è in questo modo più disponibile alla sintesi degli ormoni tiroidei; essi sono: spinaci, rabarbaro, barbabietole, cereali integrali. È opportuno limitare gli alimenti gozzigeni ovvero quelli che limitano la sintesi o l’attività degli ormoni tiroidei. Essi sono quelli ricchi in tiocianati e composti sulfidrilici che inibiscono l’attività dell’ormone tiroideo (cavolo, broccoli, cavolfiori, senape, cavolini di Bruxelles), quelli ricchi in calcio (formaggi e latticini), la soia, la quale è molto ricca in rame, che è un antagonista dello iodio e contiene isoflavoni che ostacolano la sintesi degli ormoni tiroidei, tuberi di cassava (che nel Corno D’Africa sono causa di gozzo endemico). In generale è utile privilegiare una dieta povera di grassi (rallentano la velocità di ossidazione cellulare) e latticini (vedi sopra), ricca in proteine, vitamine e oligoelementi; qualora si assumano brassicacee, ricche in tiocianati, è opportuno assumerle cotte in quanto la cottura ne distrugge una  buona parte; è utile consumare pesce e frutti di mare almeno due o tre volte la settimana  ed addizionare sale iodato alla fine in quanto con la cottura se ne perde una buona percentuale. La cottura influenza il contenuto iodico del cibo: la frittura lo riduce del 20%, la bollitura del 58% e la cottura alla griglia del 53%.
Alcuni farmaci possono rallentare o inibire l’assorbimento dell’ormone sintetico della tiroide: integratori di ferro, di calcio, farina di semi soia, idrossido di alluminio, sucralfato, colesterolamina. Altri farmaci possono essere causa di ipotiroidismo: amiodarone, litio, metimazolo e propiltiouracile. Le categorie di persone che non necessitano di iodioprofilassi sono: ipotiroidei in cura (per loro rimane importante lo stile di vita ossia il movimento leggero e costante), ipertiroidei (per i quali fucus, alghe e sale iodato sono benzina per la tiroide e altrettanto dannosi sono gli alimenti eccitanti, gli alcolici e i cibi elaborati) e per finire anche gli allergici allo iodio. Va sfatata la convinzione che più iodio viene assunto più la tiroide lavora aumentando il metabolismo (effetto dimagrante), infatti subentra un sistema di autoregolazione che fa diminuire l’assorbimento di iodio da parte della tiroide con eliminazione dello iodio in eccesso tramite l’urina. Seguono due tabelle in cui sono riportati i contenuti di iodio e tirosina (amminoacido essenziale per la formazione degli ormoni tiroidei).prevenzione dell’ipotiroidismo alimentare  così lo è altrettanto non eccedere nelle quantità e nelle frequenze dei vari nutraceutici.


In collaborazione con il dott.Enrico Ovaleo-Pandolfo